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Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Direzione Generale Cinema

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Notizia numero: 4331

Dopo la guerra di Annarita Zambrano
del 13/04/2017

Festival de Cannes 2017: Un Certain Regard

foto della Dopo la guerra di Annarita Zambranonotizia

Prodotto da Sensito Films, Cinéma Defacto, Movimento Film, con il sostegno di CNC, MEDIA, CICLIC, Fondation GAN, Région Acquitaine, Regione Emilia-Romagna, con il contributo di Unipol Banca; una coproduzione Italia Francia titolo originale “Après la guerre”

Festival & Premi:

Festival de Cannes 2017: Un Certain Regard

Interesse culturale (2016) Opera prima 130 mila euro;sviluppato con il sostegno del Fondo Bilaterale per lo Sviluppo di Coproduzioni di Opere Cinematografiche Italo-Francesi (2015): 30 mila euro

Con Giuseppe Battiston, Charlotte Cétaire, Jean-Marc Barr, Barbora Bobulova, Fabrizio Ferracane, Elisabetta Piccolomini, Marilyne Canto

sceneggiatura: Annarita Zambrano, Delphine Agut; fotografia:Laurent Brunet; scenografia:Paul Chapelle; costumi: Séverine Cales; produttore: Stéphanie Douet, Tom Dercourt, Mario Mazzarotto;  distribuzione:Pyramide Distribution [Francia]; vendite estere: Pyramide International [Francia]

In seguito all’omicidio di un professore universitario in un agguato terrorista, Marco (Giuseppe Battiston) – ex-militante di estrema sinistra condannato all’ergastolo e rifugiato in Francia grazie alla dottrina Mitterrand – è accusato dallo Stato italiano di essere uno dei 'cervelli' dell'attentato e ne è chiesta l’estradizione. Ha inizio, così, la lunga fuga di Marco, assieme a sua figlia Viola (Charlotte Cetaire), che si trasforma ben presto in una guerra mediatica fatta di lettere e interviste. L’arroganza di Marco, che lo porta a difendersi ad ogni costo, trascinerà nel fango tutta la sua famiglia rimasta in Italia – sua sorella Anna (Barbora Boboulova), professoressa di italiano in un liceo “bene” bolognese, il cognato Riccardo (Fabrizio Ferracane), giudice penale in ascesa, Bianca (Carolina Lanzoni), la loro figlia di 10 anni e la madre Teresa (Elisabetta Piccolomini). Tutti, innocenti, si ritroveranno a pagare per le colpe passate di Marco senza capirne il perché.
Ciò che ne esce è l’affresco umano e politico di una famiglia inciampata nella storia, costretta ad affrontare la responsabilità dei vincoli di sangue e la violenza di un paese che non può - e non vuole – dimenticare o perdonare.
Dopo la guerra è una riflessione sulla colpa, sulla violenza che ritorna, sull’incapacità di guardare se stessi quando il dolore privato si fonde a quello pubblico.
Con uno sguardo colmo di compassione verso i suoi personaggi, dilaniati e accecati dai loro ideali, l’autrice ci racconta di un passato, mai perdonato né dimenticato, che ritorna preponderante nel presente, condizionando per sempre le vite di una famiglia diventata vittima di se stessa.


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