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Notizia numero: 4378

Al via il Festival di Cannes 2017, interesse culturale a Un certain regard. Sicilian Ghost Story apre la Semaine de la Critique
del 17/05/2017

Sei i film italiani e di interesse culturale presenti al Festival di Cannes 2017dal 17 al 28 maggio e nella sezione Cannes Classics si aggiunge la versione restaurata di Blow-Up, capolavoro di Michelangelo Antonioni .

Nessun italiano in Concorso tra i 18 film in competizione nella selezione ufficiale Cannes 70: 29 i paesi rappresentati, 9 le opere prime ben dodici le registe con una forte presenza di giovani autrici che raccontano storie di giovani donne. Così Thierry Frémaux festeggia il suo decimo anno alla direzione del Festival che celebra due attrici italiane: Claudia Cardinale nel manifesto della 70.ma edizione  e Monica Bellucci madrina delle cerimonie di apertura e di chiusura,mentre il regista Paolo Sorrentino come membro della Giuria presieduta dal cineasta spagnolo Pedro Almodóvar assegnerà la Palma d’Oro 2017.

Nella sezione Un certain regard secondo concorso della selezione ufficiale, il cui programma mostra lavori che offrono una prospettiva e un’estetica particolare. Due i film italiani entrambi realizzati con il sostegno della direzione generale Cinema tra i 16 titoli selezionati: l'ultimo film di Sergio Castellitto, Fortunata Dopo la guerra di Annarita Zambrano. Fortunata, prodotto da Indigo Film in associazione con HT Film e distribuito in Italia da Universal Pictures, è un film scritto da Margaret Mazzantini che racconta la storia di una giovane madre, interpretata da Jasmine Trinca, con un matrimonio fallito alle spalle e che quotidianamente combatte per conquistare il suo sogno: aprire un negozio di parrucchiera. Una donna che fa del proprio meglio per essere una buona madre nonostante il rapporto difficile con il suo ex-marito, e a cui un nuovo amore cambierà la vita, accendendo nuove speranze e una nuova possibilità di essere felice. Nel cast anche Stefano Accorsi, Alessandro Borghi, Edoardo Pesce e Hanna Schygulla. "Fortunata è un aggettivo qualificativo femminile singolare, ma è anche il nome di una donna, e soprattutto un destino. E non è detto che quel destino uno se lo meriti. Ci sono uomini in questa storia che non sono d'accordo sulla felicità di Fortunata. Vedremo", sottolinea Castellitto che torna a Cannes da regista per la seconda volta dopo Non ti muovere, presentato sempre a Un Certain Regard nel 2004.  

Dopo la guerra (Après la guerre), il nuovo film di Annarita Zambrano, già in concorso a Cannes nel 2013 con il suo corto Ophelia, è una coproduzione Francia/Italia, di Sensito FilmCinema de Facto coprodotto da Movimento Film e sviluppato con il sostegno del Fondo Bilaterale per lo Sviluppo di Coproduzioni di Opere Cinematografiche Italo-Francesi.

E’ una storia ambientata tra la regione delle Landes e Bologna, un affresco corale che tocca una delle pagine più buie della recente storia italiana: in seguito all’omicidio di un professore universitario in un agguato terrorista, l'Italia chiede l'estradizione di Marco (Giuseppe Battiston), ex-militante di estrema sinistra condannato all’ergastolo e rifugiato in Francia grazie alla dottrina Mitterrand, ora accusato di essere uno dei 'cervelli' dell'attentato. Ha inizio, così, la lunga fuga di Marco, assieme a sua figlia Viola (Charlotte Cetaire), che si trasforma ben presto in una guerra mediatica fatta di lettere e interviste. L’arroganza di Marco, che lo porta a difendersi ad ogni costo, trascinerà nel fango tutta la sua famiglia rimasta in Italia sua sorella Anna (Barbora Boboulova), professoressa di italiano in un liceo bene bolognese, il cognato Riccardo (Fabrizio Ferracane), giudice penale in ascesa, Bianca (Carolina Lanzoni), la loro figlia di 10 anni e la madre Teresa (Elisabetta Piccolomini). Tutti, innocenti, si ritroveranno a pagare per le colpe passate di Marco senza capirne il perché. Ciò che ne esce è l’affresco umano e politico di una famiglia inciampata nella storia, costretta ad affrontare la responsabilità dei vincoli di sangue e la violenza di un paese che non può - e non vuole – dimenticare o perdonare.


Annarita Zambrano, diplomata al Dams dell'Università Roma Tre, vive e lavora tra l'Italia e Parigi. Tra i suoi lavori, oltre a Ophelia, da citare Tre ore, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs nel 2010, A la lune montante, che era alla Mostra di Venezia nel 2009; Andante mezzo forte, presentato alla Berlinale nel 2008. Nel 2014 ha diretto il documentario L’anima del Gattopardo. Il premio sarà annunciato il 27 maggio.

 

Fabio Grassadonia e Antonio Piazza sono stati invitati dal direttore Charles Tesson ad aprire con il film  Sicilian Ghost Story la prestigiosa sezione Semaine de la Critique dopo aver vinto con Salvo nel 2013 il Gran Premio della "Semaine” e il Premio Rivelazione al 66° Festival di Cannes. È la prima volta per un film italiano. Secondo Tesson, il film "è un incredibile incrocio di generi diversi, che combina sguardo politico, fantasia e storia d’amore, con potente maestria": 
Giuseppe, un ragazzino di tredici anni, scompare. Luna, una compagna di classe innamorata di lui, non si rassegna alla sua misteriosa sparizione. Si ribella al silenzio e alla complicità che la circondano e pur di ritrovarlo, discende nel mondo oscuro che lo ha inghiottito e che ha in un lago una misteriosa via d’accesso. Raccontano i due registi: "Come diceva Leonardo Sciascia, 'la Sicilia è tutta una fantastica dimensione e non ci si può star dentro senza fantasia'. La collisione fra un piano di realtà e un piano fantastico ci ha fatto riconoscere gli elementi che da tempo avevamo davanti agli occhi: un fantasma e la colpa di un mondo che sopprime bambini, elementi per una ghost story. Una ghost story siciliana e, in quanto tale, sul piano di realtà, favola nera e, sul piano fantastico, favola d’amore". 
Protagonisti sono i tredicenni Julia Jedlikowska (Luna), polacca palermitana, e Gaetano Fernandez (Giuseppe) del quartiere Zisa di Palermo, entrambi per la prima volta sul grande schermo, incontrati dopo un lungo casting di nove mesi in Sicilia. Al loro esordio anche gli altri quattro ragazzi coprotagonisti: Corinne Musallari, Lorenzo Curcio, Andrea Falzone, Federico Finocchiaro. Durante l’estate prima delle riprese, sotto la guida dei registi, i ragazzi hanno partecipato a un laboratorio di preparazione, articolato in più fasi, che poco per volta li ha condotti dentro la storia e nei luoghi in cui si sono svolte le riprese. Al loro fianco gli attori Sabine Timoteo, Vincenzo Amato, Filippo Luna e Nino Prester

Sicilian Ghost Story è una coproduzione Italia-Francia-Svizzera: Indigo Film, Cristaldi Pics con Rai Cinema per l'Italia; Mact Productions, JPG Films per la Francia; Ventura Film, RSI-Radiotelevisione Svizzera/SRG SSR per la Svizzera. Realizzato con il sostegno della direzione generale Cinema e sviluppato con il sostegno del Fondo Bilaterale per lo Sviluppo di Coproduzioni di Opere Cinematografiche Italo-Francesi.

Con la sceneggiatura di Sicilian Ghost Story Fabio Grassadonia e Antonio Piazza avevano ricevuto il prestigioso Sundance Institute Global Filmmaking Award al Sundance Film Festival del 2016, il premio che ogni anno onora "registi emergenti dalle diverse parti del pianeta che posseggono l'originalità, il talento e la visione per essere celebrati come futuro del cinema mondiale". La fotografia è firmata da Luca Bigazzi, il montaggio è di Cristiano Travaglioli, le musiche originali di Soap&Skin e Anton Spielmann, la scenografia di Marco Dentici, i costumi di Antonella Cannarozzi, il suono in presa diretta di Guillaume Sciamà.    

Il film di chiusura della Semaine sarà Brigsby Bear di Dave McCary. In competizione sette opere prime o seconde, tra cui per la prima volta un film d'animazione iraniano e un documentario. 

foto della Al via il Festival di Cannes 2017, interesse culturale a Un certain regard. Sicilian Ghost Story apre la Semaine de la Critique notizia

Tre invece i film italiani alla Quinzaine des réalisateurs: L'intrusa di Leonardo di CostanzoA ciambra di Jonas CarpignanoCuori puri di Roberto De Paolis, tutti di interesse culturale realizzati con il contributo della direzione generale Cinema e coprodotti da Rai Cinema.
L'intrusa, con Raffaella Giordano, Valentina Vannino, è un racconto ambientato nel mondo del volontariato, tra coloro che quotidianamente si trovano a contatto diretto col disagio. La storia è ambientata nella periferia napoletana all'interno di un centro di accoglienza. Il centro è stato aperto anni prima da una donna del Nord Italia assieme al marito poi morto. La donna continua a gestirlo con passione, negli anni, ha creato intorno a sé una comunità solidale con proprie regole e una forte identità. Un giorno, però, in quel luogo arriva l'intrusa del titolo, cioé la moglie di un camorrista, che per motivi misteriosi decide di andare a nascondersi proprio all'interno del centro, ma che, con la sua sola presenza, è destinata a scompaginare la già difficile quotidianità. "Si tratta di uno sguardo struggente sul nostro tempo", dice il delegato generale della Quinzaine Edouard Waintrop.

Dichiara il regista Leonardo Di Costanzo: "L’Intrusa non è un film sulla camorra; è un film su chi ci convive, su chi giorno per giorno cerca di rubargli terreno, persone, consenso sociale, senza essere né giudice né poliziotto. Ma è anche una storia su quel difficile equilibrio da trovare tra paura e accoglienza tra tolleranza e fermezza. L'altro, l’estraneo al gruppo, percepito come un pericolo è, mi sembra, un tema dei tempi che viviamo". Interpretato dalla coreografa e danzatrice Raffaella Giordano e dall’esordiente Valentina Vannino e il musicista performer Marcello Fonte, il film è scritto da Leonardo di Costanzo, Maurizio Braucci, Bruno Oliviero ed è prodotto da tempesta/Carlo Cresto-Dina con Rai Cinema, Amka Films Productions, Capricci. Il film sarà distribuito in Italia da Cinema di Valerio De Paolis.

A ciambra dell'italo-americano Jonas Carpignano - già passato a Cannes 2015 nella Semaine de la Critique con Mediterranea - è un film di attori non professionisti che interpretano se stessi: gli attuali abitanti della Ciambra, una comunità rom stanziale di Gioia Tauro in Calabria. Nel film, prodotto da Stayblack, Haut et Court, DCM con Rai Cinema, Pio Amato ha fretta di crescere. Una notte una serie di eventi cambierà per sempre la sua visione del mondo. Per Waintrop è "un film sorprendente, su una comunità di zingari".

Cuori puriopera prima di Roberto De Paolis, è la storia d’amore tra un giovane violento e dal passato difficile e una ragazza che frequenta la chiesa, con Selene Caramazza, Simone Liberati, Barbora Bobulova, Stefano Fresi e Edoardo Pesce, che Waintrop presenta come "una storia d'amore tra due giovani provenienti da ambienti sociali molto differenti, uno sguardo alternativo sul nuovo cinema italiano". 
"Al centro del film c’è il tema della verginità: da una parte quella del corpo, illusione infantile di purezza e di perfezione e dall’altra quella del territorio, metafora di barriere e muri che si alzano a protezione dell’identità. I cuori puri del film, Stefano e Agnese, sono incapaci di tendere al mistero e al rischio della diversità", dichiara il regista De Paolis, classe 1980, fotografo con studi al London International Film School, al suo esordio nel lungometraggio, che per questo racconto profondamente calato nella realtà ha condotto una ricerca sul campo "attraversando la periferia dei centri accoglienza e dei campi rom per poi entrare nelle chiese e indagare la realtà contemporanea delle comunità cristiane".
Cuori puri è prodotto da Young Films con Rai Cinema e uscirà in sala in Italia il 24 maggio distribuito da Cinema.

I componenti di tutte le giurie della settantesima edizione del festival di Cannes: nella giuria di Un certain regard, oltre al presidente Uma Thurman, ci saranno il regista egiziano Mohamed Diab, l’attore francese Reda Kateb, il regista belga Joachim Lafosse, il direttore artistico del festival della Repubblica Ceca Karlovy Vary Karel Och

In Camera d’or, al fianco del presidente Sandrine Kiberlain, il direttore della fotografia francese Patrick Blossier , l’attrice francese Elodie Bouchez, il regista e produttore francese Guillaume Brac, il presidente dell’M141 (casa di post produzione francese) Thibault Carterot, il critico e scrittore Fabien Gaffez, il produttore svizzero Michel Merkt.   

Cristian Mungiu è presidente della giura di corti e Cinefondation. Lo affiancano l’attrice francese Clotilde Hesme, il regista e sceneggiatore americano Barry Jenkins, il regista, sceneggiatore e produttore Eric Khoo, da Singapore, e la regista, sceneggiatrice e produttrice greca Athina Rachel Tsangari.

E infine c’è naturalmente la giuria della selezione ufficiale Cannes 70 presieduta da Pedro Almodovar affiancato dagli attori americani Will Smith e Jessica Chastain, l’attrice francese Agnès Jaoui, la regista tedesca Maren Aden, il regista sud-coreano Park Chan-wook, il compositore francese Gabriel Yared, l’attrice cinese Fan Bingbing e da Paolo Sorrentino.

Ulteriori informazioni sul programma del festival nei siti internet: www.festival-cannes.com; www.semainedelacritique.com


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