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Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo
Direzione Generale per il Cinema

Faq Produzione

  • 1. D.: In base a quale normativa viene regolato il sostegno pubblico all’attività cinematografica in Italia?
    R.: Il sostegno pubblico all’attività cinematografica in Italia può essere di tipo diretto o indiretto. Quello diretto è disciplinato dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 28, dai relativi decreti ministeriali (D.M. 08/02/2013) e dai criteri stabiliti annualmente dalla Commissione per la Cinematografia. Quello indiretto è regolato dalla legge n. 244/2007 e successivi decreti attuativi (D.M. 7/5/2009 e D.M. 21/01/2010) destinati a produzione e distribuzione cinematografica. Il quadro normativo di riferimento è completato dalle norme europee e dagli accordi internazionali in materia cinematografica, dalla normativa regionale e dalle circolari delle amministrazioni competenti. A questo riguardo, la normativa statale è reperibile alla pagina http://www.cinema.beniculturali.it/direzionegenerale/61/normativa-statale/
  • 2. D.: Cos’è un film secondo la legge italiana?
    R.: Secondo la legge italiana, un film è “lo spettacolo realizzato su supporti di qualsiasi natura, anche digitale, con contenuto narrativo o documentaristico, purché opera dell’ingegno, ai sensi della disciplina del diritto d’autore, destinato al pubblico, prioritariamente nella sala cinematografica, dal titolare dei diritti di utilizzazione” .
  • 3. D.: Cos’è la denuncia di inizio lavorazione (DIL) di un film e come presentarla?
    R.: La denuncia di inizio lavorazione è la comunicazione obbligatoria che va effettuata almeno un giorno prima dell’inizio delle riprese di un film. Essa va inoltrata dallo Sportello Cinema (nel sito internet: www.cinema.beniculturali.it e tramite la relativa modulistica debitamente compilata, stampata, firmata e inviata a questa Direzione. Copia della DIL verrà poi trasmessa dai nostri uffici alla SIAE ai fini dell’iscrizione al pubblico registro cinematografico.
  • 3.a. D.: Cos’è la denuncia di inizio lavorazione postuma?
    R.: E’ la DIL che viene presentata dopo l’inizio delle riprese ed ha valore ai soli fini dell’iscrizione al Pubblico Registro Cinematografico - non più utile, pertanto, all’ammissione ai benefici di legge.
    D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 28 (art. 2/1)
  • 4 D.: Cos’è la nazionalità italiana di un film e a che serve?
    R.: La nazionalità attesta che buona parte delle componenti tecniche/artistiche di un progetto filmico sono italiane ed è condizione necessaria ai fini dell’ammissione a tutti i benefici previsti dal D.Lgs. 28/2004. Garantisce altresì che i contributi dello Stato vadano a favore di figure giuridiche domiciliate fiscalmente in Italia ed è concessa dalla Direzione Generale per il Cinema, secondo il procedimento previsto dall’art.5 del suddetto decreto.

    A seguito della DIL, viene quindi emanato un decreto di riconoscimento provvisorio della nazionalità italiana. La nazionalità definitiva potrà essere rilasciata solo dopo l’ottenimento del nulla osta di proiezione in pubblico.

    Possono essere riconosciuti nazionali anche i lungometraggi e i cortometraggi realizzati in coproduzione con imprese estere, in base a speciali accordi internazionali di reciprocità e con i requisiti di cui all’art. 6 D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 28, e successive modificazioni.
  • 4.a. D.: Tutti i film prodotti in Italia devono avere la nazionalità italiana?
    R.: No. Solo i film che richiedono l’accesso ai benefici o i riconoscimenti previsti dalla legge devono essere di nazionalità italiana.
  • 4.d. D.: Gli autori, gli interpreti, il regista di un film di nazionalità italiana devono essere italiani o possono essere stranieri?
    R.: Il cast di un film di nazionalità italiana deve essere composto da cittadini italiani o europei (equiparati, di fatto, a quelli italiani) nelle proporzioni e secondo i requisiti previsti dalla legge. (Vd. domanda 4)
  • 5. D.: Cos’è il certificato di origine italiana di un film?
    R.: Le imprese titolari dei diritti di sfruttamento di un'opera cinematografica, siano esse produttrici, coproduttrici, o distributrici per l'estero, ai fini del positivo esito delle transazioni commerciali all'interno dei paesi dell'Unione Europea, possono chiedere il rilascio del certificato di origine italiana del film, quale previsto dalla Direttiva 63/607/CEE del 15 ottobre 1963. L'ufficio effettua l'istruttoria tecnica (titolarità del richiedente, possesso dei requisiti previsti dalla normativa, avvenuto rilascio del N.O. alla proiezione in pubblico, etc) che, se positiva, si conclude con la predisposizione del documento, che consiste di una certificazione dell'Amministrazione accompagnata dalla scheda tecnica del film medesimo. In alcuni casi particolari, per i quali non sia possibile il rilascio del c.o.i. - per andare comunque incontro alle esigenze dei richiedenti - l'ufficio può emettere una semplice attestazione di carattere sostitutivo.
  • 6. D.: Cos’è un film di espressione originale italiana (e.o.i.)?
    R.: Si definisce come di espressione originale italiana (e.o.i.) l’opera cinematografica la cui versione originale sia prevalentemente in italiano o in dialetti italiani (il minutaggio del “parlato” in lingua italiana – o dialetti – deve essere superiore al 50% del minutaggio complessivo). Per i soli film ambientati nelle regioni dove risiedono minoranze linguistiche riconosciute (L. 482/1990), ovvero in relazione a personaggi provenienti dalle medesime regioni, sono equiparate all’italiano anche le altre lingue riconosciute da detta legge ma solo se l’utilizzo di tali lingue è, in ogni caso, strettamente funzionale alla narrazione.
  • 7. D.: Cos’è l’elenco delle imprese cinematografiche e come iscriversi?
    R.: La Legge sul Cinema in vigore ha previsto che le imprese cinematografiche di produzione, distribuzione, esportazione, esercizio e industrie tecniche debbano iscriversi all’apposito elenco delle imprese cinematografiche - istituito presso la Direzione Generale per il Cinema – qualora vogliano presentare domanda di ammissione ai benefici previsti dalla legge. Per iscriversi è sufficiente compilare l’apposito formulario tramite lo “Sportello Cinema” del sito internet www.cinema.beniculturali.it e poi trasmettere una copia stampata del modulo generato, firmata dal legale rappresentante dell’impresa (o da un delegato) e corredata da una fotocopia di un documento di identità valido.
  • 7.a D.: Le società di produzione che operano nel settore cinematografico devono essere iscritte tutte all’albo delle imprese cinematografiche?
    R.:No. L’iscrizione non è obbligatoria. Le imprese cinematografiche che non intendono chiedere benefici allo Stato possono non iscriversi all’elenco delle imprese cinematografiche - che è un albo avente solo carattere dichiarativo e non costitutivo di diritti.
  • 8. D.: Chi può chiedere un contributo per realizzare un film con il sostegno finanziario dello Stato?
    R.: Possono farlo solo le imprese di produzione iscritte all’elenco delle imprese cinematografiche previsto dalla Legge sul Cinema. Per presentare domanda è necessario che le imprese abbiano un capitale sociale interamente versato e un patrimonio netto (come da ultimo bilancio approvato) non inferiori a € 10.000,00 (se vogliono presentare domanda di contributo per un cortometraggio), a € 40.000,00 (se vogliono presentare domanda di contributo per un lungometraggio).
  • 9. D.: Cos’è il tax-credit?
    R.: Il credito di imposta consiste nella possibilità di compensare debiti fiscali (IRES, IRPEF, IRAP, IVA, contributi previdenziali e assicurativi) con il credito maturato a seguito di un investimento nel cinema. Tale misura per il settore cinematografico è stata introdotta in Italia dalla Legge Finanziaria del 2008 (Legge n. 244/2007). Le norme sono contenute nell’art. 1, commi da 325 a 337 che prevedono misure di credito di imposta (tax credit). Le modalità di concessione ed erogazione dei benefici fiscali sono disciplinate dal D.M. 07 maggio 2009 e dal D.M. 21 gennaio 2010.
  • 9.a. Chi può chiedere di avvalersi del Tax Credit?
    R.: Possono chiedere il tax credit tutte le imprese soggette a tassazione in Italia. Per le misure aventi ad oggetto la produzione si distingue, in primo luogo, tra un tax credit esterno e un tax credit interno rispetto al settore cinematografico. Per le misure aventi ad oggetto l’esercizio e le industrie tecniche vd. domande 25 e 26.

    Il credito d’imposta esterno è rivolto alle imprese non appartenenti alla filiera cinematografica e audiovisiva che possono investire nella produzione del film ottenendo un credito d’imposta pari al 40% dell’apporto conferito (per un massimo di € 1.000.000 di credito per ciascun periodo d’imposta). Anche le società di distribuzione cinematografica e di esercizio possono fornire apporti alla produzione, in qualità di investitori esterni. In questo caso avranno diritto a un credito d’imposta pari al 20% dell’apporto conferito (per un massimo di € 1.000.000 di credito per ciascun periodo d’imposta). Le restanti imprese del settore cinematografico e audiovisivo e le persone fisiche non possono accedere a tale misura.

    Il credito d’imposta interno è dedicato agli operatori della filiera cinematografica nella misura del 15% da calcolarsi sul costo “eleggibile” di produzione (ai sensi dell’art. 1 co. 9 del D.M. 07/05/2009). Tale credito d’imposta spetta fino all’ammontare massimo annuo di € 3.500.000,00.

    Il tax credit alla produzione di film stranieri spetta alle industrie tecniche ed alle imprese di produzione esecutiva di lungometraggi stranieri girati in parte o integralmente in Italia nella misura del 25% da calcolarsi su spese italiane ed estere che non eccedano il 60% del costo totale del film. Sono eleggibili le spese sostenute dalla produzione esecutiva italiana in altro Paese Ue, comunque entro il 30% del budget complessivo. Il credito di imposta massimo spettante è di € 5.000.000,00 per film.

    Sono inoltre previste misure agevolative per le società di distribuzione:

    o Quota credito di imposta: 10% delle spese nazionali sostenute per la distribuzione di opere cinematografiche di nazionalità italiana con versione originale in lingua italiana che rispondano ai requisiti culturali ai sensi della tabella A allegata al decreto produttori 2009 (tax credit massimo per periodo di imposta € 2 mln.)

    o Quota credito di imposta: 15% delle spese nazionali sostenute per la distribuzione di opere cinematografiche di Interesse Culturale che rispondano ai requisiti culturali ai sensi della tabella A e della tabella B allegate al decreto produttori 2009 (tax credit massimo per periodo di imposta € 1,5 mln.)

  • 9.b. Cos’è l’eleggibilità culturale, come si ottiene e in cosa si differenzia dall’Interesse Culturale?
    R.: Tutte le categorie di film devono superare un test “culturale” (le cui tabelle sono allegate al D.M. 07 maggio 2009) necessario per poter rientrare nell’eccezione culturale che la Commissione Europea prevede per gli aiuti di Stato. Ai fini dell’eleggibilità culturale prevista dalle disposizioni del D.M., non assume automatica rilevanza l’intervenuta concessione del riconoscimento d’interesse culturale ai sensi del D.lgs. 28/2004. Pertanto, anche le opere per le quali sia intervenuto detto riconoscimento dovranno superare i test di culturalità. La concessione del credito d’imposta avviene con il superamento dei requisiti previsti dalla tabella A che presuppone la richiesta del riconoscimento della nazionalità italiana per l’opera filmica ai sensi dell’art. 5 del D. Lgs. n. 28/2004. L’eventuale richiesta della verifica del superamento sia della tabella A che della tabella B, invece, presuppone che per il film sia stata fatta la richiesta per il riconoscimento dell’interesse culturale ai sensi dell’art. 7 del D. Lgs. n. 28/2004. Tale richiesta potrebbe risultare utile, ad esempio, qualora alla specifica opera cinematografica si volesse attribuire la qualifica di “film difficile” che, ai sensi dell’art. 1, comma 5, del D.M. 7 maggio 2009, può necessitare del superamento di 70 punti nel test di eleggibilità effettuato ai sensi della richiamata tabella B. Si tratta, in ogni caso, di scelta discrezionale del produttore che, pertanto, non è vincolato dall’eventuale presentazione della richiesta di riconoscimento dell’interesse culturale ai sensi dell’art. 7 del D. Lgs. n. 28/2004 che opera, quindi, come presupposto necessario ma non condizionante. I film di nazionalità diversa da quella italiana devono rispondere ai requisiti di eleggibilità culturale di cui alla tab. C allegata al D.M. 07/05/2009, ai sensi dell’art. 1 comma 8 del citato D.M..
  • 10. D.: Quali sono le tipologie di film che è possibile realizzare con il contributo dello Stato?
    R.: Indipendentemente dalla natura del film (film di finzione, di animazione, documentari, docu-fiction) la Legge sul Cinema definisce cortometraggi i film di durata inferiore a 75 minuti e lungometraggi i film di durata pari o superiore a 75 minuti.

    Ai fini della richiesta di contributo da parte dello Stato, i lungometraggi sono ulteriormente classificati in: Opere prime e seconde (lungometraggi diretti da un regista alla sua opera prima o seconda); Lungometraggi di interesse culturale (diretti da un regista che abbia firmato almeno due regie cinematografiche oppure che, pur avendone firmata solo una, abbia optato per tale richiesta di contributo). Anche ai fini di detta classificazione, un lungometraggio viene considerato nel numero complessivo dei film realizzati da un regista solo a fronte dell’ottenimento del visto censura.
  • 11. D.: Come chiedere un contributo per realizzare un film?
    R.: Le scadenze annue per presentare domanda di contributo per un film sono tre: gennaio, maggio e settembre (entro il 15 del mese per i cortometraggi e le opere prime e seconde; entro l’ultimo giorno del mese per i lungometraggi di interesse culturale). Per presentare domanda occorre compilare l’apposito formulario tramite lo Sportello Cinema del sito internet www.cinema.beniculturali.it e poi trasmettere due copie stampate del modulo generato e tutti gli allegati previsti dalla modulistica relativa al tipo di progetto presentato (nonché tutta la documentazione che la Società ritiene di dover produrre ai fini della valutazione).
  • 11a. D.: Quali sono i costi di spese istruttorie relative ad una richiesta di contributo o di riconoscimento di Interesse Culturale?
    R.: Le spese istruttorie variano in relazione al tipo di progetto presentato:

    -domanda di contributo per lo sviluppo di sceneggiature originali: € 100,00.

    -domanda di contributo per cortometraggi: € 100,00 (€ 50,00 per la sola richiesta di Interesse culturale).

    -domanda di contributo per opere prime e seconde: € 800,00 (€ 200,00 per la sola richiesta di interesse culturale).

    -domanda di contributo per lungometraggi di interesse culturale (non opere prime e seconde): € 3.000,00. (€ 1.000,00 per la sola richiesta di interesse culturale)

    In caso di sostanziali variazioni (alla sceneggiatura, al cast tecnico-artistico, al piano finanziario, al preventivo dei costi) intervenute dopo la delibera di concessione del contributo, ferma restando la relativa autorizzazione da parte della commissione, sono previste le seguenti ulteriori spese istruttorie:

    variazioni cortometraggi: € 20,00.

    -variazioni opere prime e seconde: € 50,00.

    -variazioni lungometraggi di interesse culturale: € 100,00

    Di seguito si indica l’IBAN sul quale versare gli importi relativi alle spese istruttorie, intestato alla Tesoreria Provinciale di Roma, con imputazione al capo 29 - capitolo 3680 del MiBACeT - contributo spese istruttorie (scrivere il titolo del lungometraggio o del cortometraggio).

    -: IT 81E 01000 03245 348 0 29 3680 04

    Causale: "Versamento delle somme a favore del bilancio dello Stato"
  • 11b. D.: Quali sono le tipologie di istanze esenti da marca da bollo?
    R.: In base all’art. 9, comma 6 del D.L. 8 agosto 2013 n. 91, a partire dal 10 agosto 2013 sono esenti da bollo le istanze presentate relative a:

    Domande di revisione di film nazionali ed esteri e copia di nulla-osta per la proiezione in pubblico (legge 21 aprile 1962, n. 161, e successive modificazioni, recante "Revisione dei film") – Servizio I;

    Richieste di nazionalità, interesse culturale, origine italiana, qualifica film d’essai e richiesta contributi per lungometraggi, opere prime e seconde, cortometraggi, sviluppo da sceneggiature originali, distribuzione, esportazione, esercizio, incasso-autori, incasso-produttori, promozione Italia, promozione estero, Associazioni nazionali di cultura cinematografica, premi d’essai (decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 28, e successive modificazioni, recante "Riforma delle attività cinematografiche");

    • Domande di eleggibilità culturale per tax-credit produttori, tax-credit investitori esterni, tax-credit distributori, tax-credit produttori esecutivi, tax-credit digitale esercenti (commi da 325 a 337 dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e successive modificazioni, in materia di agevolazioni fiscali per le attività cinematografiche).

  • 12. D.: A quanto ammonta il contributo massimo per realizzare un film?
    R.: Il contributo massimo assegnabile non può superare:

    a) il 50% del costo massimo ammissibile per quanto riguarda i lungometraggi di interesse culturale.

    b) 90% del costo massimo ammissibile per quanto riguarda le opere prime e seconde.

    Nel caso di cortometraggi, il contributo, assegnabile fino ad un massimo di € 40.000,00, può arrivare a coprire l’intero costo del film.
  • 13. D.: Ci sono contributi per la distribuzione o l’esportazione di un film?
    R.: Il contributo per la produzione di un film è assegnato sulla base del costo industriale del progetto che deve essere comprensivo dei costi per la distribuzione in Italia (almeno il 13% del costo totale) e dei costi di esportazione all’estero (almeno il 3% del costo totale) – fermo restando un minimo di 20 copie stampate per i lungometraggi di interesse culturale e un minimo di 10 copie nel caso di opere prime e seconde. Le deroghe, come da decreto, possono essere concesse solo in casi eccezionali. E’ altresì possibile finalizzare il contributo per un progetto cinematografico alla sola distribuzione o esportazione. Le domande vanno presentate entro il 30 giugno di ogni anno e saranno esaminate solo nel caso in cui nell’anno siano stati stanziati fondi per tale finalità.
  • 13.a. D.: Cos’è il contributo sugli incassi per la distribuzione?
    R.: Le imprese di distribuzione possono chiedere entro il 30 giugno di ogni anno un contributo commisurato agli incassi realizzati nell’anno precedente dai film riconosciuti di interesse culturale - o che abbiano ricevuto il premio di qualità - distribuiti dalla stessa impresa nell’anno precedente.
  • 14. D.: Come funziona e da chi è composta la Commissione per la Cinematografia che esprime il parere sui progetti di film?
    R.: La Commissione per la Cinematografia è formata da due sottocommissioni. A esprimersi sui progetti di film è la sottocommissione per il riconoscimento dell’interesse culturale, formata a sua volta da due sezioni:

    1) La sezione che esamina i progetti di film di lungometraggio non opere prime (incluse le opere seconde per le quali è stata presentata domanda in tale sezione) e che si esprime anche sulle richieste riguardanti lo sviluppo di progetti tratti da sceneggiature originali.

    2) La sezione che esamina i progetti di film lungometraggio opere prime e seconde e i cortometraggi.

    Le due sezioni valutano le qualità del soggetto e della sceneggiatura, le componenti tecniche e tecnologiche e la fattibilità/realizzabilità del progetto produttivo. Entrambe le sezioni sono presiedute dal Direttore Generale per il Cinema.

    La Sezione per i lungometraggi di interesse culturale e per la valutazione dei progetti di sviluppo sceneggiature originali è costituita, oltre che dal Direttore Generale per il Cinema - che la presiede - da quattro esperti di cui a) due componenti scelti tra registi, sceneggiatori, critici e professionisti del settore cinematografico; b) un componente nel settore della produzione, della distribuzione o dell’esercizio; c) un componente nel settore finanziario e legale con riguardo alla produzione e distribuzione cinematografica.

    La Sezione per le opere prime e seconde e per i cortometraggi è costituita, oltre che dal Direttore Generale per il Cinema - che la presiede – da sei esperti di comprovata esperienza di cui a) tre componenti scelti tra registi, sceneggiatori, critici e professionisti del settore cinematografico b) due componenti nel settore della produzione, della distribuzione o dell’esercizio; c) un componente nel settore finanziario e legale con riguardo alla produzione cinematografica.

    I nomi dei componenti sono pubblicati nel sito internet della Direzione Generale per il Cinema.

    Secondo calendari pubblicati sul sito internet, le due sezioni effettuano le audizioni dei registi e dei produttori dei progetti presentati in ogni sessione. Successivamente alla delibera, le decisioni e le motivazioni verranno pubblicate sempre sul sito internet.

    Le due sezioni della Commissione hanno anche il compito di esaminare tutte le richieste di variazione di progetti già precedentemente riconosciute di interesse culturale.
  • 15. D.: Cosa succede dopo aver presentato una domanda di riconoscimento dell’interesse culturale e di eventuale contributo?
    R.: La domanda, dopo essere stata presentata, viene istruita dall’ufficio competente. In funzione delle audizioni, verrà quindi pubblicato sul sito internet l’elenco delle domande presentate con indicazione del titolo del progetto, del regista e dell’impresa produttrice. L’impresa avrà 10 gg. lavorativi dalla pubblicazione di tale elenco per decidere se partecipare alla sessione oppure ritirarsi e presentarsi nella sessione successiva, senza ulteriori spese istruttorie. Dopo la pubblicazione del calendario delle audizioni, avverrà l’incontro tra la Commissione e gli autori e produttori di ogni film. Successivamente, la Sezione si riunirà per esaminare tutti i progetti, assegnando ad ognuno di essi un punteggio che determinerà la loro collocazione all’interno della graduatoria. In base al punteggio assegnato verrà quindi determinato quali progetti potranno essere riconosciuti di interesse culturale e, relativamente alle risorse finanziarie disponibili, quanti di essi potranno ricevere il contributo dello Stato. La graduatoria con i punteggi e i contributi assegnati verrà pubblicata sul sito internet di questa Direzione.
  • 16. D.: I contributi dello Stato sono a fondo perduto?
    R.: I contributi dello Stato a favore della produzione e della distribuzione di opere cinematografiche non sono assegnati a fondo perduto, ma devono essere restituiti ovvero vincolati a finalità che, se non realizzate, determinano l’obbligo di restituzione della somma erogata secondo le modalità stabilite dal D.M. 08/02/2013 “Modalità tecniche per il sostegno alla produzione ed alla distribuzione cinematografica” art. 4, 5.
  • 17. D.: Quali sono gli obblighi e gli oneri anche finanziari a carico di chi riceve un contributo dallo Stato per un’attività cinematografica?
    R.: Chi riceve un contributo per la realizzazione di un progetto deve rispettare numerosi obblighi di pubblicizzazione o di conservazione del film. I principali sono:

    1. obbligo di riportare nei titoli di testa sia il logo ufficiale del MiBACeT, sia la menzione ben visibile che trattasi di “Film riconosciuto di interesse culturale con il contributo economico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo”;

    2. obbligo - per i film riconosciuti di nazionalità italiana - di deposito presso la Cineteca nazionale di una copia negativa (anche digitale) del film nel supporto conforme al girato.

    3. obbligo di deposito alla Cineteca nazionale di un internegativo completo di colonna sonora (o di master digitale) per i film riconosciuti di interesse culturale e per i film che beneficiano dei contributi sugli incassi per il produttore.

  • 18. D.: In quanto tempo si può ottenere un contributo per realizzare un film?
    R.: Nel caso la Commissione si esprima positivamente su un progetto cinematografico e determini la concessione del contributo, conseguentemente all'accettazione da parte del beneficiario, il Direttore Generale adotta il relativo provvedimento di assegnazione. Entro 6 mesi dal provvedimento (elevati a 12 mesi per le opere prime e seconde e per quelle di cui al D.M. 08/02/2013, art. 3, comma 3, terzo periodo, numeri da 1 a 3), l'impresa dovrà reperire autonomamente la parte restante delle risorse necessarie a coprire il piano finanziario dell'opera e presentare la relativa documentazione all’Istituto gestore del Fondo per il Cinema (attualmente Artigiancassa) per l'erogazione del contributo.
  • 18.a D.: Come e da chi vengono erogati i contributi dello Stato per un film?
    R.: Dopo aver svolto l’istruttoria, la banca invia la bozza di contratto all’impresa e, solo dopo la stipula dell’atto, può aver inizio l’erogazione dei contributi - che viene effettuata per stati di avanzamento: 1. 20% prima delle riprese; 2. 20% inizio riprese; 3. 20% metà riprese; 4. 20% fine riprese; 5. 20% rilascio nulla osta proiezione in pubblico.
  • 19. D.: Cos’è il premio di qualità?
    R.: Per l’impresa produttiva e gli autori dei film nazionali a cui è stato rilasciato l’attestato di qualità (ed effettivamente programmati nelle sale cinematografiche) il D.Lgs. 22/01/2004, n.28, art. 17 prevede un premio in denaro - attualmente sospeso per mancanza di somme da destinare a tale finalità.
  • 20. D.: Cosa è il contributo sugli incassi per i produttori di film di lungometraggio?
    R.: E’ un contributo automatico, definito in misura percentuale sugli incassi realizzati in sala nel termine dei diciotto mesi di sfruttamento, a partire dalla prima data di proiezione in pubblico. Le imprese di produzione possono richiederlo per ogni film nazionale prodotto che abbia incassato almeno € 50.000,00. In base ai nuovi decreti attuativi dell’8 febbraio 2013, il contributo spettante verrà definito in base ad una tabella a scaglioni (che, come base di calcolo, considera gli incassi fino ad un limite un massimo di € 10.000.000,00). I contributi sono finalizzati al rimborso dei finanziamenti ricevuti dallo Stato o alla realizzazione di altri film di interesse culturale entro cinque anni dalla liquidazione dei contributi stessi. Il mancato rispetto di tale finalità comporta la restituzione delle somme erogate.
  • 21. D.: Cos’è il contributo sugli incassi per gli autori di film di lungometraggio?
    R.: Il contributo sugli incassi è un contributo - a favore del regista, degli autori del soggetto e della sceneggiatura di un film nazionale - quantificato in base percentuale variabile a scaglioni progressivi (previsti dall’art. 2 del DM 8/2/2013) e calcolato sugli incassi realizzati in sala dal film stesso nel termine dei diciotto mesi dalla prima proiezione in pubblico. Il procedimento è analogo a quello del contributo sugli incassi per la produzione.
  • 22. D.: Cos’è il contributo per lo sviluppo di progetti tratti da sceneggiature originali?
    R.: Le imprese di produzione possono chiedere annualmente un contributo per lo sviluppo di un progetto filmico tratto da una sceneggiatura originale di particolare rilievo culturale e sociale (artt. 9 e 10 del D.M. 8/2/2013) – non sono ammesse domande per l’ottenimento di contributi presentate da autori (persone fisiche). Ogni anno, possono essere attribuiti fino a venti contributi per un importo massimo di € 35.000,00 di cui il 20% sarà destinato all’autore della sceneggiatura ed il restante 80% alla società produttrice. In caso di parere positivo della Commissione, entro due anni dall’erogazione, l’impresa dovrà presentare la denuncia di inizio lavorazione relativa al progetto filmico sviluppato – o, altrimenti, restituire il contributo (eccezion fatta per il 20% già destinato all’autore). L’ente gestore che eroga i contributi è, attualmente, Artigiancassa.
  • 23. D.: E’ possibile chiedere un finanziamento per scrivere una sceneggiatura?
    R.: Il D.M. 08/02/2013, all’art. 11 prevede ulteriori “Contributi agli autori di sceneggiature originali” utili per lo sviluppo dei progetti ai sensi dell’artt. 9 e 10 dello stesso decreto. Ad oggi, non è stato ancora possibile destinare alcuna somma per tale finalità per mancanza di risorse finanziarie disponibili.
  • 24. D.: E’ possibile chiedere un contributo per aprire una sala cinematografica con il contributo dello Stato? In quali casi e come?
    R.: Sì, è possibile chiedere un contributo in conto capitale e/o in conto interessi per realizzare nuove sale, ripristinare sale inattive, trasformare o adeguare tecnologicamente sale esistenti, rinnovare impianti. Nel caso di domanda di contributo in conto interessi, l’istanza deve essere presentata entro sei mesi dalla stipula del contratto di mutuo con la banca o di locazione finanziaria e non oltre diciotto mesi dall’apertura delle sale cinematografiche. Nel caso di domanda di contributo in conto capitale, l’istanza va presentata entro 90 gg. dall’ultimazione dei lavori previsti. In entrambi i casi la normativa di riferimento è costituita dal DM 08/02/2013 - Modalità tecniche di sostegno all’esercizio ed alle industrie tecniche cinematografiche.
  • 25. D.: Cos’è il tax-credit “digitale”?
    R.: Il tax-credit digitale è un credito d’imposta riconosciuto agli esercenti cinematografici che digitalizzano le sale, accordato in base al 30% delle spese sostenute, fino ad un massimo di € 50.000,00 per schermo e per un totale di € 200.000,00 (de minimis) per società. Tale credito è cedibile a fornitori dell’impianto e a intermediari bancari e finanziari.
  • 26. D.: Che cos’è il Pubblico Registro cinematografico e a che serve?
    R.: .: I film riconosciuti di nazionalità italiana e quelli agli stessi equiparati ai sensi dell’art. 6 D.Lgs del 22/01/2004, n.28, ai fini dell’ammissione ai benefici previsti dalla legge, sono iscritti nel pubblico registro per la cinematografia, istituito ai sensi dell’art. 22, comma 1 del decreto-legge 14 gennaio 1994, n.26 convertito, con modificazioni, dalla legge 1° marzo 1994, n. 153, tenuto dalla SIAE
  • 27. D.: Qual è l’ufficio competente per il deposito dei soggetti e delle sceneggiature cinematografiche?
    R.: .: Il deposito legale obbligatorio delle opere letterarie, compresi soggetti e sceneggiature, avviene presso la Direzione Generale per le Biblioteche, gli Istituti culturali e il Diritto d’autore - Servizio III Diritto d’autore e vigilanza sulla Siae del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo. Presso tale ufficio opera il Registro pubblico generale delle opere protette che attualmente è ospitato presso la Biblioteca nazionale centrale in Roma. Nel sito internet della Direzione per le biblioteche (www.librari.beniculturali.it) sono reperibili maggiori informazioni e una guida sul deposito delle opere.

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